lunedì 26 giugno 2017

Forzapyddy

C'è qualcosa di malinconico e di perverso nelle analisi sull'ultimo voto amministrativo. E voler capire verso dove sta andando questo paese può non essere facile. E, sopratutto, consigliabile.


Tutti giù a dire che si respira aria di cambiamento. Di svolta. Di nuova prospettiva storica. Ma è davvero così? Il pyddy renzyano ha subito l'ennesima umiliazione. Lasciando sul terreno altri milioni di voti e perdendo persino città che mai, nella loro storia repubblicana, erano andate ai destri. Nel calcio si dice «...è la legge dei grandi numeri...»: più allunghi la serie di vittorie più si avvicina il momento in cui ti toccherà perdere. Tutto vero. Ma il fatto che sia toccato (ancora) al pyddy renzyano è più che indicativo. E' una speranza. Eppoi, insomma, dove sta la serie di vittorie di Renzye? Si ferma ad una (politicamente) lontanissima elezione europea. Ossia l'elezione più inutile che ci sia. I suoi immensi analisti devono avergli detto, dopo la sberla referendaria, di non farsi vedere troppo in giro per evitare la vergogna di votare pyddy. Ma il risultato, ahimè, non è cambiato. Anzi è peggiorato. Perchè alle malefatte nazionali si sono aggiunte le vergognose incapacità politiche dei tanti pyddyny locali. Risultato? Una nuova, profonda, umiliazione. Segno evidente che la strada è quella giusta. L'evaporazione è appena dietro l'angolo. Non serve neanche più attendere la svolta. Basta una svoltina. La prossima. Qui stiamo tutti a tifare per lui. Cioè auspichiamo con tutto il cuore che sia davvero lui il prossimo candidato pyddyno alle politiche. Se sarà così, ce la possiamo fare. A liberarcene. Più complicato sarà liberarsi anche di tutta la sua corte dei miracoli, giù giù fino alle sue propaggini più infinitesimali. Agli orticelli dei piccoli localismi, che si reggono su quei politichetti stagionali già predisposti, geneticamente, al salto della quaglia. Magari davanti ad «un bel fiasco di vino sincero», che già fregò a suo tempo l'ingenuo Renzo. Ma, per adesso, va bene così. Anzi. Va benissimo.

Insomma dicevamo dell'ennesimo, grande e magnifico e progressivo, cambiamento: ci sta o non ci sta? Dal punto di vista dei destri, cribbio, ci sta eccome. Chi l'avrebbe mai detto che l'accozzaglia capeggiata da un revenant e da un lepenista trumpiano, senza neppure una vera idea per questo nostro paese disastrato, a parte la dichiarazione di guerra ai miserabili che sbarcano sulle nostre coste, avrebbe potuto conquistarsi un vero certificato di esistenza in vita? Renzye, naturalmente. Cioè. Renzye sicuramente l'aveva detto, previsto, pronosticato. Forse persino auspicato. Perchè, insomma, non si diventa autonominati per caso. Infatti, da adesso, la parola d'ordine del pyddynrenzysmo sarà «Insieme per battere le destre!». «Uniti si vince!». Versione decisamente più nostalgica, ma anche più elegante, bisogna ammetterlo, perchè la classe può anche essere acqua, ma sicuramente frizzante, del più noto e popolare «scurdámmoce 'o ppassato». Che forse, essendo napoletano, potrebbe far storcere la bocca a qualche polentone. Insomma avete presente tutti i cespugli che a sinistra stanno faticando come dannati per piantarsi in un orticello? Tutte le suddivisioni e tutti gli addii, tutte le porte sbattute e tutte le finestre riaperte nottetempo, per rientrare al calduccio di qualche poltroncina? Da adesso si laverà via tutto. Via, via. Verso una nuova e democratica alleanza. Perchè adesso bisogna battere le destre populiste e demagogiche. Ricordate Ruby? Potrebbe esserci bisogno nuovamente della sua collaborazione. Di nuovo tutti insieme. Il cuore batte a sinistra non a caso. Chi si vuole assumere la responsabilità di dare via libera alle politiche neoliberiste dei trumpisti nostrani? La strada del novello sole nascente, luminosissimo, è già tracciata.

E dunque il cambiamento c'è stato, direte voi. E invece no. Ma quale cambiamento? Di che cosa pretendete di stare a parlare? Pensate alle politiche pyddynrenzyane. Chi è che, per primo, aveva pensato di reintrodurre il concetto di schiavitù nel mondo del lavoro, cancellando le tutele dei lavoratori e concedendo libertà di licenziamento agl'imprenditori tornati di nuovo padroni? E chi aveva per primo sognato una sanità e sopratutto una scuola finalmente privatizzate? Infine. Chi aveva insistentemente tentato di asservire la magistratura al potere politico? Ecco. Tutto questo bellissimo programmino ultraliberista il caro, vecchio, buon papà Berlusconi aveva solo potuto sognarlo. Ma, per fortuna, è arrivato il figlioccio politico Renzye a realizzare il sogno di papyno. Dunque. Di quale cambiamento vogliamo parlare? Non fatevi alcuna illusione. Si tratta solo di un giochino delle parti. Vinco io vinci tu. Ma, in realtà, perdiamo tutti noialtri. E vince il capitale. Vincono i grandi poteri bancari e finanziari (chi è che preferisce salvare le banche piuttosto che i lavoratori, gli studenti, gli ammalati?). Non c'è più alcuna differenza tra il pyddy e forzaitalia. Che vi pensate? Il partito della nazione è già realtà.

Per questo alle elezioni non crede più nessuno. Neanche noialtri cornuti e bastonati. Perchè, tanto, vincano i centrosynystry oppure i centrodestry, la pappa è sempre la stessa. E sempre indigesta. Per noi. Se ancora perdono tempo a far finta di bastonarsi è solo per amore dello spettacolo. The show must go on. La democrazia virtuale è salva. Il cambiamento vince. Il mondo è più bello e più giusto. E sopratutto più unito.

Forzapyddy.

[Ave]



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