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L'(auto)strada del futuro



Tra le tante proposte squinternate che il m5s ha tirato fuori fin dall'epoca del vaffa, mi sento di condividere almeno questa: alla società Autostrade dovrebbe essere tolta la possibilità di continuare a fare danni.


Perchè di questo si tratta, in effetti. Di una società che NON ha fatto in modo corretto il lavoro che avrebbe dovuto. E più si va avanti più si scoprono sue inadempienze. Inadempienze che, tra l'altro, sono già costate decine di vittime.

La (auto)strada che questo paese deve percorrere per diventare normale, e potersi sedere al tavolo dei maggiori senza nascondersi, passa per una profonda revisione del principio di responsabilità. Chi sbaglia non deve morire, ma deve pagare. Ed il messaggio deve essere chiaro e semplice: più sbagli più paghi. Questo principio è per lo più applicato quando, nell'errore, cadiamo noialtri miserabili. Perchè non dovrebbe valere, allora, anche per le grandi compagnie, e per lo stato, e per i grandi amministratori delegati, ovunque si annidino, che invece possono permettersi di sbagliare senza subire conseguenza alcuna? Anzi. Costoro non vedono intaccata neppure la sostanza della bonuscita, che li premia a prescindere con diversi milioni di euro. 

Il principio di responsabilità deve partire dall'alto ma, a cascata, deve coinvolgere tutti i livelli di intervento. Perchè le nostre strade sono disgustosamente bucate? Come mai capita spesso che, appena una strada è stata rifatta, è sufficiente la prima pioggerella primaverile per riaprirla come un colabrodo? Perchè i tetti delle nostre scuole spesso non riescono a trattenere la pioggia? Perchè i nostri fiumi esondano? Perchè il nostro territorio frana? Perchè la Liguria, letteralmente, sta andando in frantuni? Perchè Venezia è destinata a diventare una novella Atlantide di straordinaria bellezza? Quando un lavoro è fatto con senso di responsabilità, ed a regola d'arte, certe tragedie non accadono.

Viviamo in un paese che è capace, al massimo, di trovare e colpire i pesci piccoli e piccolissimi, quelli che neppure si distinguono bene. Ma i grandi squali, quelli che i pescetti se li mangiano senza neanche battere ciglio, quelli riescono sempre a nuotare talmente in profondità da trovare sempre il modo di nascondersi quando occorre. E saltar fuori, con le fauci aperte, quando si tratta di arraffare.

E' il momento di dire basta.

[Ave]

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