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L'infinita fase 2 della politica anagnina

Poco tempo fa era toccato ai c3. Capaci di diffondere un comunicato stampa incredibilmente pieno di confusioni linguistiche e politiche. Un attacco al Sindaco Natalia quasi rancoroso e rabbioso. Una specie di ululato alla luna inutile e pure un po' fuori luogo, visto il momento particolare. Tant'è che l'unico risultato ch'è stato capace di raggiungere è stato quello di far fare bella figura alla risposta, semplice ma istituzionalmente pacata, che si è beccato come risposta dall'amministrazione. Che dire? Complimenti.


Adesso i complimenti, ma grandi assai, bisogna farli agli ACA (Anagni Cambia Anagni). Un giornale locale ha diffuso un loro comunicato stampa che è, letteralmente, un capolavoro. Raramente mi era capitato di leggere un documento politico tanto pasticciato. Non è dato sapere se sia stato operato qualche taglio o rimaneggiamento. Ma, comunque, il risultato finale è a dir poco sorprendente. Frasi incomprensibili. Interi periodi che si ritrovano del tutto scollegati con ciò che viene prima e ciò che viene dopo, e si guardano incerti se rimanere lì, a beccarsi gl'insulti, oppure se darsela a gambe levate.

Eppoi c'è la lunghezza. Un comunicato fiume per una questione che poteva essere risolta in modo molto più sobrio e sbrigativo, migliorando la precisione. Se il tono dei c3 è sembrato rabbioso, il tono degli ACA è inconfondibile per l'atmosfera retorica. Sono fantastici, davvero. Ogni volta che mi capita di leggere qualcosa di loro mi sembra di essere tornato nel Settecento. Quello con livree e parrucconi. Tant'è che, a dirla proprio tutta, è molto più alto il valore 'artistico' dei loro comunicati, piuttosto che il valore politico, desolatamente basso.

Insomma. E' questa l'eterna fase 2 della politica anagnina. Amministrazioni clamorosamente insufficienti che, regolarmente, galleggiano tranquille in virtù di opposizioni clamorosamente inutili. Non è un caso, infatti, che le ultime amministrazioni non sono finite bene. Ma non per la 'forza' delle opposizioni. Semplicemente, perchè hanno deciso di suicidarsi politicamente, implodendo sotto il peso delle lotte di potere interne.

Così, mentre il mondo si avvia a scrivere le prime pagine di un libro del tutto nuovo. Mentre l'umanità intera è concentrata sul tentativo di capire quali meccanismi si sono messi in moto, e come mettersi in salvo dallo tsunami che ha già cominciato ad arrivare, noi cittadini anagnini siamo nelle mani di questa politica. Che non riesce neppure a mettere in fila due parole ordinate per parlare a tutti noi.

Di fronte ad una politica incapace, da decenni, di disegnare un futuro per questa città, ci ritroviamo adesso nella necessità, anzi nell'obbligo di immaginarlo per davvero un nuovo futuro. Come costruiremo il nuovo modello di sviluppo determinato dal Covid? Quale sarà l'impatto su tutte le attività della città? Quale nuovo modello di solidarietà sociale e di assistenza bisognerà progettare? Quali saranno i settori da incentivare, per non sparire definitivamente? Quale potrà essere il ruolo del Comune, in questo percorso? Dove trovare le risorse e come impiegarle al meglio? Quale modello di sviluppo sostenibile sarà ancora possibile incentivare e riprogrammare?

Domande sbagliate. Non è tanto il 'come'. Ma, drammaticamente, il 'chi'. A quale politica noi affideremo il compito di affrontare queste questioni? Chi se ne assumerà la responsabilità? Prego umilmente che i grandi dei ci aiutino.

Almeno a scrivere comunicati.

[Ave]

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