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Anagni. La sanità sfiorita

Vi ricordate dell'ospedale cittadino? Quello che chiuderà a fine anno? Ebbene. Quest'oggi la telenovela dell'ospedale manderà in onda un'altra buffonata politica da consegnare alla storia di questo territorio. Ed allungherà l'elenco delle umiliazioni e dei danni provocati dalle destre di regime. Cosa succederà mai oggi? Succederà che al nostro (ex) ospedale si presenterà la commissione tecnica regionale. Che ci viene a fare? A verificare il servizio ed il funzionamento. Ed a prendere visione dell'utilità o meno della struttura. Per stabilire se, eventualmente, non sia il caso di modificare qualcosina nel piano disgustoso che riguarda la sanità pubblica di questa regione.



Io ve lo voglio ribadire a chiare lettere. E' una pantomina indecente. L'ennesima buffonata mediatica di una politica che non sa neppure dove stanno di casa i problemi reali di noi cittadini. La commissione tecnica, se proprio era destino che venisse a farsi una gita fuori porta qui ad Anagni, doveva venire molto ma molto prima. Più o meno nello stesso periodo in cui sarebbe stato sensato e costruttivo confrontarsi con le realtà locali. Quando il dialogo avrebbe potuto analizzare in profondità le reali condizioni delle popolazioni. E favorire l'adozione di misure rigorose si, ma eque. Capaci di aiutare la vita dei cittadini. Non di togliere loro qualsiasi prospettiva di futuro.

Invece il regime delle destre ci ha imposto la morte civile senza spendere neppure una parola nel confronto. Dialogo assolutamente nullo prima. Dopo, invece. Dopo che il piano della vergogna è stato approvato, abbiamo assistito alle ridicole invocazioni dei destri. Ora parliamo, hanno cominciato a dire. Ora discutiamo. Ora sentiamoci. Ora ripartiamo per migliorarlo, il piano. Ora starete meglio tutti. Vergogna. Ancor di più perchè ci state tutti prendendo per il k***.

Gira voce che grandi politici locali presenti in regione, angosciati e quasi terrorizzati all'idea di doversi ripresentare davanti i propri concittadini, magari a breve, causa vergogne della politica nazionale, stiano facendo la questua davanti la porta della zarina de noantri. «A Renà, damme quarche posto letto pe' quei zoticoni delle campagne mie. Sinnò sò dolori. Che je posso annà a raccontà? Che m'envento? Quelli mica ce stanno a crede che co l'ospedali chiusi staranno tutti mejo. Ce lo sai puro tu com'è. Scarpe grosse, ma cervello fino. Viemme 'ncontro, essù. Essi bbona».

Sulla scorta di questi rumores, corre voce che forse il nostro ospedale potrebbe riguadagnare una cinquantina di posti letto. Ebbene, cari amici, anche su questo voglio essere chiarissimo e lapalissiano. Non facciamoci prendere per i fondelli. Il piano sanitario per il rientro del debito regionale del signor Marrazzo, approvato dallo stesso regime berlusconista, non prevedeva la soppressione di alcun ospedale ciociaro. Anzi. Per il nostro prevedeva l'elevazione dei posti letto dagli 81 (attuali) a 92. Era un piano che tagliava gli sprechi veri, ossia quelli della città di Roma, che ha un'offerta sanitaria assolutamente eccessiva rispetto alle esigenze. Era un piano che non regalava posti letto alle strutture private. Era un piano che prevedeva un graduale ma sostanzioso rientro del debito in un tempo ragionevole ma certificato.

La distruzione operata dalla zarina, invece, ha tolto a tutte le province per dare ancor di più a Roma. Uccide noi per far sguazzare i romani, che non ne hanno bisogno. Mortifica e distrugge la sanità pubblica per aumentare quella privata. E l'incredibile finale è che tutta questa distruzione ottiene risparmi talmente esigui da far risultare tale piano assolutamente ridicolo rispetto al debito maturato. Insomma ci dicono che debbono farci fuori per risanare il debito regionale. E ci faranno fuori. Ma non risaneranno niente.

Ed allora, cara commissione. Basta con queste manfrine vergognose. Il piano sanitario delle destre va respinto in modo totale e completo. Nessuna riduzione, neanche di un solo posto letto, può essere accettata per l'ospedale di Anagni come per le altre strutture del territorio ciociaro. Che rimane ancora drammaticamente al di sotto di quella media nazionale stabilita dallo stesso regime di destra. E nessuna mancetta clientelare, ad attutire lo scempio compiuto a danno dei cittadini ciociari, potrà mascherare la svendita del territorio operata dai politici destri.

L'unica base di partenza è il precedente piano Marrazzo. Che, non dimenticatelo mai, era stato già approvato dai berlusconisti. Non accetteremo niente di meno. Non lotteremo per niente di meno. E già che ci siamo, cari commissionisti, provate a verificare anche questo. Come piffero si fa a mantenere efficiente una struttura che manca di personale in modo drammatico? Che manca di strutture e risorse in modo tragico? Che rischia la paralisi solo perchè un ascensore si rompe e rimane bloccato per mesi? Come si fa? Scrivetelo nelle vostre inutili scartoffie. Fateci pure i disegnini ed i fumetti, con tanto di nuvolette. Abbiamo proprio bisogno di sorridere un po'.

Dunque nessuno sconto. Che all'ospedale della città vengano regalati, come fossero un'elemosina, una cinquantina di posti letto. Dei 92 previsti dal piano Marrazzo. Continuando oltretutto a fargli mancare infermieri. Dottori. Macchinari. Medicinali. Ogni tipo di risorsa indispensabile ad un grande (ex) ospedale pubblico, rimane scandalo insopportabile che le destre pagheranno politicamente fino in fondo.

Questa mancetta, che sarebbe svenduta dalle destre locali come il frutto della loro grande opera politica. Come il risultato del loro grande peso nel panorama politico regionale. Non ingannerebbe nessuno. Non ingannerà nessuno. Perchè la notizia, cara commissione, è questa. Noi cittadini siamo davvero ink***ati.

Scrivetelo, nella vostra relazione. E' l'unica cosa che conta.
Buona passeggiata.

[Ave]

Commenti

  1. Le sinergie del notosindaco...

    RispondiElimina
  2. E pensare che c'era un tale che andava dicendo peste e corna del piano Marrazzo...
    E non sto parlando di Fiorito!

    RispondiElimina

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