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Ciociaria. La terra dove le colline camminano

Quella che vedete non è Anagni, anche se potrebbe esserlo. Però è qua vicino. E' un punto dell'autostrada. Tra Frosinone e Ceprano. Come vedete, è venuta giù una parte della collina. Non c'è niente da ridere, purtroppo. Perchè una persona è morta ed altre due risultano ferite gravemente. Autostrada chiusa per ore.


Ecco. Io mi chiedo quando la finiremo di essere così falsi, superficiali, idioti. Queste cose, voglio dire gli smottamenti, le frane, le alluvioni, non accadono per volere degli dei. E' colpa nostra. Che abbiamo violentato e continuiamo a violentare in modo indecente il paesaggio intorno a noi. E la natura, alla fine, si vendica.

Ma non è cattiveria da parte sua. E' pura e semplice sopravvivenza. Noi facciamo male al territorio. Ed il territorio tenta di sopravvivere facendo l'unica cosa che la sua natura gl'impone di fare. Un fiume scorre. Se tu gli costruisci un alveo per controllarlo, il fiume scorre tranquillo. Ma se tu intorno gli fai terra bruciata, il fiume continuerà a scorrere. Ma ogni tanto lo farà pure in mezzo alle case. Per le strade. Nei campi. Dentro le cantine e le scuole. Non è colpa del fiume. Siamo noi che non abbiamo la cultura del rispetto. La saggezza della compatibilità.

Siamo ancora convinti che investire per mettere in sicurezza il territorio (che noi stessi abbiamo devastato) sia spesa inutile. Quasi quanto quella di buttare migliaia di euro per un surgelatore in piazza Cavour. Per questo ogni anno, in momenti diversi, in varie parti d'Italia si piangono morti che potevano essere evitate. Un allagamento qui. Uno smottamento là. Una frana di giù. Un crollo di su. Tutti eventi assolutamente evitabili, se solo ci fosse nei confronti del territorio quell'attenzione che il territorio merita assolutamente. Non foss'altro per il fatto che è nel territorio che ci circonda che noi affondiamo le nostre radici.

E' utopia tutto questo? Occorrerà quale catastrofe, quale tragedia, oppure quale genio incommensurabile per rendersi conto che questa è l'unica direzione? L'unica strada che ci è concessa per non estinguerci?
Il fatto che ci siano crolli ed allagamenti non solo nella nostra città, ma anche altrove, non mi rende neanche un po' felice. Perchè non è sempre vero che mal comune fa mezzo gaudio.
A volte, un male comune può anche produrre un dolore moltiplicato. All'infinito.
[Ave]

Commenti

  1. Chiedetelo ai comuni, alle province o alle regioni. Ti risponderanno che non hanno i fondi per agire. Ma allora di cosa parliamo? Di favole solo favole ma la realtà è sempre la stessa siamo un popolo di lamentoni che aspettano che qualche istituzione faccia qualcosa e restiamo solo a guardare e a commentare. Negli altri paesi la gente si dà da fare per cambiare le cose. Riflettete la sovranità resta del popolo. Enrico

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  2. Verissimo. La sovranità appartiene al popolo. Anche se in misura assai minore, grazie alle porcate di regime.

    Però. Il problema non sono i lamenti. Il problema è che dovremmo pretendere. Pretendere. Pretendere. Che chi amministra lo faccia davvero. Si prenda davvero la responsabilità di occuparsi della res publica. Quella cosa pubblica che volontariamente ha deciso di servire.

    Io non posso prendere una vanga ed andare a rinforzare una collina franosa. Potrei farlo se ci fosse un'emergenza e servisse anche il mio contributo. Pretendo, però, che chi ammininistra questo territorio lo faccia.

    Per la comunità.

    [Ave]

    RispondiElimina

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