Historia magistra vitae, dicevano i saggi antichi. Ma che popolo è quello che, continuamente, dimostra di non essere in grado d'imparare nulla dalla propria storia? Mettetevi comodi. Allungate i piedi. Il pezzo che vi propongo oggi è un altro brano della nostra storia. Storia di popolo che soffre. Che muore. Che viene svenduto agl'interessi di pochi. Nel disprezzo più assoluto dei suoi diritti. Impariamo ad avere più rispetto del nostro futuro. Ed impariamo, sopratutto, che il futuro è nelle nostre mani. [Ave]
Foto di Piero Ammanniti Com'è che si diceva a Roma? «Peccato. Nun sa parlà. Però nun sa nemmanco stasse zitto» . Non so perchè mi sia venuta in mente questa folklorata romanesca. Mi è capitato dopo aver letto COG di oggi. Ci sarà un nesso? Allora. Il signor Viti Giuseppe , l'irraggiungibile responsabile della carnevalata dei fiori, ha affermato quanto segue. [1] I fiori erano di plastica perchè faceva caldo, e quelli freschi non potevano essere utilizzati. [2] La città doveva riempirsi di fioristi, i quali però hanno avuto problemi tecnici e non si sono visti. [3] La grande mostra è costata 0 euro. Da queste affermazioni filosoficamente impegnative ho tratto degli insegnamenti di vita che ho deciso di segnarmi su un taccuino, a futura memoria. Decido di comunicarveli perchè credo potranno essere molto utili anche per la vostra vita. E per gli assessori che verranno. [1] Se si decide di organizzare qualcosa per l'estate anagnina, magari alla fine di lugliio, ricordar...

Il popolo che soffre. che muore, non viene svenduto agli interessi di pochi, ma "si auto-svende": a sto punto che s'appiccasse! Questi sono i popoli più idioti della storia, uomini + pecora della pecora (per paura del cane pastore la pecora cammina seguendo quella che ha davanti senza nemmeno chiedersi dove stia andando).
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