venerdì 14 ottobre 2011

Anagni. Ambiente. Retuvasa risponde ai quaqquaraquà diossinizzati

Impiego alcuni minuti del mio tempo dedicato alle questioni ambientali, che da anni è parecchio ogni giorno, per rispondere a un anonimo che in un luminoso commento (di cui mi informa Gianni Anzelotti)pensa di poter giudicare dall'alto della sua straordinaria capacità interpretativa le sfumature del lavoro di un'associazione.
 

Il motivo per cui leggo sempre meno Anagni Caput Mundi, nonostante l'eccellente lavoro informativo svolto da Mauro Meazza (di cui peraltro non condivido sempre le interpretazioni, ma ognuno ha le proprie opinioni) è che non sopporto più la selva di commenti anonimi che sputano sentenze a destra e a manca senza avere il coraggio di metterci la faccia. Pessima abitudine, tipica dei paeselli, ma in particolare di Anagni, dove le voci più assurde prendono sostanza nei vicoli e nelle piazze, per poi diffondersi anche nel web.

Per quanto riguarda la foto dell'azienda incriminata, è stata proprio poco fa inserita dal nostro webmaster, prima avevamo potuto pubblicare solo il testo come ufficio stampa, le immagini deve inserirle lui personalmente e a volte c'è qualche ritardo. Quindi puoi ammirarla qui a. Peraltro è una foto d'archivio, dal sito Anagni Amici di Beppe Grillo, da cui già l'abbiamo mutuata una volta.

Se leggi i giornali, avrai forse notato che nessun quotidiano ha pubblicato il nome dell'azienda, non l'hanno fatto né Paolo Carnevale su Il Messaggero, né Ettore Cesaritti su La Provincia, né altri. Soprattutto, il nome dell'azienda incriminata, in quello che è un procedimento giudiziario dove si procede per quella che al momento è solo un'ipotesi di reato, non compare neppure nel comunicato stampa dei Carabinieri. Ci siamo dunque uniformati a questa consuetudine, intuendo che la cosa qualche senso lo abbia.

Riguardo all'omissione delle aziende agricole e agro-zootecniche implicate, rifletti su alcune cose:
1) i primi a sollevare la questione siamo stati noi
2) ci sono delicate indagini in corso, che per il momento non hanno ancora toccato direttamente questo aspetto, su cui abbiamo richiamato l'attenzione
3) non sai nulla di come abbiamo o non abbiamo contribuito alle suddette indagini (e non se ne può certo parlare su un blog)
4) non sai nulla dei motivi per cui, nell'interesse ambientale comune, è il caso in un dato momento fornire o omettere un'informazione.
5) se invece di sottolineare che l'agricoltura nel suo complesso è sana, e che il problema è circoscritto intorno all'azienda, avessimo prodotto allarmismo, avremmo danneggiato gli agricoltori responsabili che sono sentinelle nei confronti dei fattori inquinanti.

Se desideri ben più dettagliate informazioni, puoi renderti utile contattandoci (contatti sul sito Retuvasa) ed offrendoci le tue personali conoscenze e segnalazioni sulla questione, visto che sarai diverso da migliaia di quaqquaraqquà che per decenni hanno fatto finta di non vedere quello che avveniva o si limitavano a parlarne nei vicoli o nelle piazze.

Ma siccome temo non ti impegnerai tanto a favore della tua società, ti chiedo una cosa solo, firmati con nome e cognome.

Cordialmente,

Francesco Bearzi
Coordinatore provinciale Rete per la Tutela della Valle del Sacco

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Meno male, si è scomodato anche il grande capo. Ti ringrazio caro Francesco della pubblicazione della foto, ma sappi che era il segreto di pulcinella. Ultimamente è vero che anche i tuoi amici giornalisti omettono spesso i nomi delle aziende indagate, ed a mio avviso fanno bene, perchè così dovrebbe funzionare. Ma questo discorso deve valere per tutti e sempre, allora lo condivido. Il fatto poi di evitare allarmismi inutili è corretto, ma ti ricordo che, come anche tu affermi, questo problema della fertirrigazione è utilizzato da trenta anni precisi e se fosse vero che è una pratica illegale sarei sorpreso del tempo trascorso perchè dovremmo avere qualche migliaia di persone contaminate o quantomeno con la salute compromessa, e questo sarebbe inaccettabile. Dato che mi chiede anche suggerimenti costruttivi, ti dico anche che tale pratica è stata consentita quando l'ASI ha concesso alla Società una superfice enormemente superiore al fabbisogno e questo vale per anche altre farmaceutiche. Ma il regolamento ASI consente alle attività industriali ed assegna con apposita convenzione solo il terreno necessario alla realizzazione della iniziativa che di norma è il doppio della superfice coperta. Per legge l'ASI dovrebbe revocare questi terreni a disposizione della fertirrigazione ed assegnarli ad altre iniziative industriali. Ti ripeto che basta esaminare i regolamenti ASI per revocare le asegnazioni fasulle e sono centinaia di ettari di terreno e la fertirrigazione non si potrà più fare. Elementare Watson. Nessuno l'avevo pensato eh..
Fabrizio Quatrana

Anonimo ha detto...

Francesco Bearzi reply:
Gentile Fabrizio Quatrana, beh, devo proprio risponderti, visto che non solo ti sei identificato, ma dici anche cose interessanti. Grazie per il grande capo, ma mi sa che in questa Provincia ne esiste solo uno, il presidente del Consorzio ASI di cui parli, che oggi, dopo il durissimo scontro tra i soci della Aeroporto di Frosinone dei giorni scorsi, si permette di convocare tutte le truppe, presidente della Provincia compreso, a un vertice chiarificatore per rinsaldare i comuni interessi (http://www.aeroportofrosinone.it/node/220). Mentre però nel caso dell’aeroporto di Frosinone si può parlare approfonditamente anche in un blog, per esempio delle 55 pagine di osservazioni alla Variante aeroportuale intermodale presentate da CODICI e RETUVASA (http://www.retuvasa.org/no-aeroporto-ferentino-frosinone/variante-aeroportuale-intermodale-le-osservazioni-presentate-da-ret), oppure del dossier aeroporto di Frosinone CODICI – RETUVASA (http://www.retuvasa.org/no-aeroporto-ferentino-frosinone/dossier-retuvasa-codici-su-aeroporto-frosinone) - e al proposito invito Mauro Meazza, che già ha scritto su questo tema, a riaprire il dibattito - ci sono ragioni abbastanza evidenti per cui il discorso che stiamo facendo deve essere un po’ più accorto. C’è un procedimento giudiziario in corso, con ipotesi di reato smaltimento illecito di rifiuti e solo sussidiariamente fertirrigazione, per cui dobbiamo evitare di offrire elementi a chi di questo procedimento è già o potrebbe essere in seguito oggetto. Ti invito a proseguire la conversazione a sentieroarcobaleno@yahoo.it. Segnalazioni come la presente sono utili, per le associazioni che seguono il caso e per le stesse forze dell’ordine. Posso rispondere però a beneficio di tutti su un punto: la fertirrigazione è legale se provvista di autorizzazione in vigore. Inoltre i fanghi di depurazione devono rispettare certi parametri. La parola agli enti di controllo (che sono già intervenuti) e alla magistratura. Ma una mano gli si può ancora dare.

Mauro Meazza ha detto...

E' dal 3 agosto che ho pubblicato, e dato la possibilità di scaricare, il dossier sull'aeroporto prodotto dalle associzaioni di cui parla Francesco Bearzi (https://docs.google.com/viewer?a=v&pid=explorer&chrome=true&srcid=0B1zA7M0rIzC5YzFiY2Y5OTMtZTdmMy00YzYyLTg1YTYtMGE4MDU5OWNjNDBk&hl=en_US), tratto da qui
(http://anagnicaputmundi.blogspot.com/2011/08/frosinone-laeroporto-non-sha-da-fare.html).

Ciò conferma due cose:
[1] il sottoscritto non ha mai chiuso il dibattito in questione
[2] effettivamente Francesco Bearzi è lettore saltuario di questo blog.

Ma quest'ultima non è una colpa. Solo un'opinione.

[Ave]

Anonimo ha detto...

Francesco Bearzi replies:
Confermo che sono un lettore saltuario del blog. Il perché, nonostante l'elevato livello qualitativo di molti post e del blog stesso, l'ho forse spiegato (a ciò si aggiungono motivi di tempo). Il dossier lo avevo visto, ma ricercandolo in fretta e forse non con la dovuta cura by google, non arrivavo direttamente alla pagina di ACM che avrei voluto citare. Il dossier è comunque superato dalle osservazioni, che sono aggiornate e più approfondite, anche se di minor impatto mediatico.
Con riaprire il dibattito intendevo cercare in qualche modo di riportare ancora l'attenzione sul tema, su cui nonostante tanti sforzi, anche di questo blog, la popolazione è ancora per lo più disinformata. Non so io stesso in effetti che cosa ancora si possa inventare per far comprendere a tutti che quanto si aggira sopra le nostre teste e soprattutto si potrebbe compiere sul nostro territorio provinciale, finanziato con i soldi pubblici, ci riguarda molto da vicino.

Anonimo ha detto...

http://truccobiomasse.altervista.org/ambiente.html
http://www.youtube.com/watch?v=-nqvGSInHl8
http://www.youtube.com/watch?v=TJse0EfbFQw
fatevi una cultura anagnini e poi chiedete spiegazioni ai vostri politici e referenti delle varie associazioni che tacciono sulla centrale di BONOLLO

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