giovedì 6 ottobre 2011

Anagni. Rosatella: «Io coerente coi miei principi. Per questo non posso riconoscermi con questa destra»

Stamattina, aprendo la stampa locale, avete trovato una bella composizione, con tanto di fotografie. Si tratta della controffensiva dell'amministrazione destra. La quale, avendo finalmente cominciato a percepire di trovarsi in un bunker, s'è anche resa conto di dover iniziare a rispondere al fuoco, perchè la situazione per loro è gravissima. Il comunicato che m'interessa di più è questo. E' esattamente un «comunicato di coalizione», e già da questo si comprende bene la confusione ed il panico che debbono albergare tra le file dei destri. Infatti, come mai un Comune ospita ed anzi diffonde un simile tipo di comunicato? Ci sono i partiti e le coalizioni, appunto, con le loro sedi ed il loro personale, per certe cose. Ma già. Qualcuno di voi ha contezza della sede del PdL di Anagni? Esiste? Vi si svolge attività politica? I destri continuano a dare l'impressione di non avere le idee chiare. Esiste una distinzione reale tra ruolo istituzionale e funzione di partito? Dovrebbe, anzi deve esistere. Ma è realtà in questo paese? Fatto sta. I comunicati della coalizione destra, che riguardano oltretutto non questioni d'interesse collettivo, pubblico ed istituzionale, ma semplici beghe politiche, noialtri ce li ritroviamo nel sito del Comune.
L'argomento, come avete potuto vedere, è il sostituto Guglielmo Rosatella. Che, com'è noto, ha preso il posto di Baldassarre Sansoni, dimissionario. Lo stile del comunicato risente di un certo tocco femminile, ma si ha l'impressione di una mano diversa dalla solita. Certo neanche qui tutto fila liscio, va da sè. Prendete il riferimento al sempre onorevole Silvano Moffa. Lo si associa niente poco di meno che ad Alleanza Sociale, quando invece già da tempo il transumante è transitato in un nuovo gruppo che si chiama PT. Che non ha niente a che vedere con le Poste. Sta per Popolo e Territorio. Errore forse perdonabile, certo, perchè chi avrebbe mai la forza di seguire certi grilli della politica, sempre zompettanti qui e là? Ma andatelo a dire al Moffa. Non ne sarà per niente contento. L'ennesima riprova del pressapochismo destro. Per questo l'errore appare ancor più patetico. Dimostra che i destri per primi fanno fatica a stare dietro ai loro stessi spostamenti. Forse perchè tali movimenti, alla bisogna, valgono più o meno come il due di picche?

Ma il comunicato aveva rasentato il ridicolo anche poco prima. Quando l'autore (o l'autrice) ha mostrato di non conoscere affatto la storia amministrativa delle destre in quest'ultimo decennio. Infatti il generale Rosatella si dimise nel 2004. Dunque aprire una lunga parentesi politica citando la temporizzazione 2001-2008 è, semplicemente, una dimostrazione di non conoscenza della realtà. A chi diavolo avranno fatto scrivere questo sconclusionato comunicato, i destri? Pare incredibile, ma persino il sottoscritto avrebbe saputo fare di meglio.

Un po' di meglio però stavolta ve lo posso proprio offrire. Evito di entrare nel merito della polemica sollevata dai coalizzanti destri, ne avrò tutto il tempo. Ma in compenso, ieri sera, ho fatto una chiacchierata con Guglielmo Rosatella. Ed ho raccolto alcune sue considerazioni a proposito delle parole (sconclusionate) con le quali è stata avviata la polemica nei suoi confronti. Ve le propongo in esclusiva assoluta.

Alla domanda centrale contenuta nell'attacco, riassunta nell'espressione «a quale esercito appartiene?», in riferimento ai numerosi gruppi politici per i quali è transitato il generale, ecco come il neo consigliere di opposizione ha reagito:

«Non ho alcun dubbio su quale sia la mia posizione. Non sono diventato di sinistra, ma ho scelto di stare insieme alla sinistra. Perchè mi sono reso conto che certi valori, nei quali ho sempre creduto, non sono più rappresentati da questa destra. Nella mia vita ho sempre creduto in quelli che reputo i valori fondamentali: patria, regole, Costituzione. Ebbene oggi, in questa situazione di estrema confusione politica, mi sono reso conto che tali valori sono difesi dalla sinistra. Dunque io posso essere fiero di aver mantenuto fede agli ideali più profondi. Ho seguito i valori, non i partiti. Sono rimasto assolutamente coerente coi miei principi. Ed essi oggi sono difesi dalla sinistra. Mentre invece questa destra sembra capace di parlare solo di secessione e di puttanesimo. Non posso riconoscermi in essa

A proposito della seconda parte della consiliatura, e delle prospettive future, il generale ha quindi precisato:

«Sono pronto e disponibile a lavorare per concludere la consiliatura insieme alla coalizione di centrosinistra sulla base di quello che era stato, e continua ad essere, un programma condiviso. Ma sono anche pronto a ripartire per una nuova alleanza, perchè questa destra rimarrà uguale a se stessa. Questa destra non cambierà. Invece con la sinistra è possibile dialogare. Certo sul piano culturale non nascondo l'esistenza di differenze, ma io credo nella possibilità che esistano una destra ed una sinistra capaci di intrattenere rapporti costruttivi. Di confronto civile e non di scontro frontale.»

Il generale ha quindi concluso:

«La cosa incredibile è che io credevo di essere di destra, di stare a destra in nome di quei valori fondamentali nei quali ho sempre creduto. Ed invece tali valori li ho ritrovati a sinistra. Proprio perchè sono onesto e coerente, mi sono schierato con coloro che ho ritenuto altrettanto onesti e coerenti. Come ho già detto altrove, non mi sono sposato con la sinistra. Ho solo divorziato da questa destra

Ecco. Italiani siamo. Non sarà che, scava scava, alla fine anche questa sia solo una questione di corna?

[Ave]

3 commenti:

Anonimo ha detto...

La distinzione tra dx e sx è ormai nulla. Le recenti vicende hanno dimostrato che l'attuale fase della politica, e per attuale intendo la cosiddetta seconda repubblica, non si discosta molto dalla precedente soprattutto per quanto riguarda i costi. La Democrazia Cristiana prima e il Partito Socialista dopo avevano messo in piedi un bel sistema di "malaffare" che però essendo "ben gestito" non scontentava nessuno fino a quando il denaro ricavato non iniziò a finire nei conti personali dei politici. Oggi Totò direbbe -la casta è casta- sia a dx che a sx per cui dissertare se il Colonnello sta da una parte o dall'altra è pura demagogia. La realtà è che ad Anagni la politica non è mai cambiata ed il [...] non ha e non ha mai avuto la targa. Dai tempi di [...] in poi i metodi non sono mai cambiati [...] per cui la politica e l'apparato burocratico sono la stessa cosa. In Italia Anagni rappresenta un caso clamoroso, vi assicuro, nemmeno in Sicilia o in Campania, riescono a fare di meglio. Basterebbe una indagine [...] per capire che qualcosa non va. Arricchimenti così repentini, non sostenuti da vincite al superenalotto, non potrebbero essere documentabili, per cui nel problema inserisco anche [...]. [...]. Il paese è malato e deve essere curato cacciando [...]. Personalmente non ne salvo nessuno nè a dx nè a sx. Largo ai giovani od anche ai vecchi ma nuovi ed onesti.

Anonimo ha detto...

I giovani saranno diversi? Con quali adulti alle spalle sono cresciuti?

Anonimo ha detto...

Rosatella... l'unica cosa che non avrebbe dovuto fare l'ha fatta... ovvero: rispondere e motivare le sue scelte politiche.
Avrebbe dovuto chiedere a chi ha sollevato questa polemica, il motivo per cui la maggioranza dorme è intorpidita ...
Tira un'aria diversa da molto tempo però!!

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